Notizia inviata da Noemi
GIORNALE DI VICENZA
24 APRILE 2007
La conferma del veterinario.
A Romano oltre un anno fa ammazzate venti bestiole con bocconi letali
«Il mio Argo è stato ucciso col veleno»
La denuncia di una donna. Soppressi così pure un gatto e un altro cane
ROMANO (VI) (c. z.) La stessa fine l’avevano fatta, qualche tempo fa,
il suo primo cane e un gattino; l’altro giorno è toccato ad Argo, il
suo bel golden retriever di sei anni, morto per avvelenamento.
Ora la romanese G.V., persuasa che ad ammazzare il suo cane siano stati
dei bocconi avvelenati sparsi deliberatamente nelle zone vicino a casa,
ha sporto denuncia ai carabinieri di Romano ed è pronta a far conoscere
a tutti una situazione che a suo avviso è divenuta ormai allarmante.
Nel capoluogo della municipalità ezzelina, come confermano anche le
fonti di qualche ambulatorio veterinario, circa un anno e mezzo fa
sono infatti morte per avvelenamento dalle dieci alle venti bestiole,
tutte uccise da esche avvelenate disseminate nelle campagne del paese.
«In passato sono spariti anche dei gatti - aggiunge la donna, residente
in via Conti - e non è raro che in questa zona gli animali vengano
sottoposti a delle molestie. Sono addirittura stati trovati dei gattini
con gli arti spezzati».
«Argo a volte usciva dal nostro giardino - prosegue la proprietaria del
Golden, ancora toccata per la perdita del cane - e siamo sicuri che anche
lui abbia inghiottito dei bocconi».
Tutti i membri della famiglia di G.V. sono anzi convinti che, da parte
di «qualche persona con una particolare avversione verso gli animali»,
ci fosse la precisa intenzione di eliminare quella povera bestia.
A parlare di avvelenamento d’altro canto, come riferisce G.V., è stato
il veterinario stesso.
«Venerdì mattina il cane stava male - racconta poi la romanese - e ha
vomitato per tutta la notte».
La morte quindi non è stata istantanea ma è sopraggiunta dopo molto
tempo e dopo essere stata preceduta da sofferenze terribili.
È proprio questo ad aver amareggiato G.V. e tutta la sua famiglia.
La donna ha quindi deciso di rendere noto all’Arma e anche al resto
della cittadinanza questo episodio, considerato non un fatto isolato
ma l’ultimo di una serie di casi molto simili.
«Per noi questa morte va sicuramente ricondotta ai bocconi avvelenati
- conclude - e per questo siamo preoccupati anche per la sicurezza
della popolazione.
Queste esche d’altro canto vengono diffuse nell’ambiente». |