Ci siamo trasferiti da Roma a Bassano Romano (VT) nel
1990. Abbiamo scelto questa zona proprio per la sua
disponibilita' naturale ad essere vissuta con i nostri
animali cani, cavalli, gatti ecc. (zone prevalentemente
di pascolo non coltivate).
Purtroppo siamo capitati vicino ad una riserva di caccia
ed in particolare vicinissimi alla Casa di caccia con
relativo allevamento di poveri fagiani.
La riserva e' gestita da tale Rolando Orsini, da suo figlio
(efferato sostenitore e distributore di lacci e trappole)
e da alcuni "accompagnatori", esseri primitivi incapaci di
comunicare se non con la violenza (uno di essi ha sparato
in testa al proprio cane pastore maremmano "a catena"
perché non sapeva fare la guardia).
Non mi dilungo sull'arroganza con cui siamo stati apostrofati
allorché abbiamo lamentato la presenza di lacci in tutta la
zona in cui restavano intrappolati poveri cani e gatti e
neanche una delle "terribili volpi" temute da questi aguzzini.
Comunque, in presenza di testimoni, ci hanno confermato la
loro volonta' e responsabilita' nel mettere i lacci e il loro
disinteresse nei confronti dell'illegalita' di tale azione.
Ci hanno anche apertamente minacciato di rappresaglia nel
caso in cui fossimo andati a passeggio nelle strade vicinali
(!) con i nostri cani.
Cio' accadeva al nostro arrivo in zona.
Successivamente e' iniziata la strage: dal 1991 al 2001
abbiamo perso 11 cani: 8 scomparsi nel nulla e 3 avvelenati
dentro la nostra proprieta'.
La nostra proprieta' e' di due ettari e mezzo, di cui mezzo
ettaro di bosco non visibile dalla casa e potete immaginare
come sia difficile controllare costantemente che non vi siano
buchi nella recinzione o che la rete non sia tagliata o alzata,
visto che i cacciatori in continuazione producono questo tipo
di danni allorche' sparano ad un fagiano e questo cade dentro
una proprieta'.
Percio' i nostri cani a volte uscivano dalla proprieta' (solo
di giorno, in quanto di notte li tenevamo chiusi in un ulteriore
recinto): erano tutti cani mansueti abituati a convivere liberi
con gatti, galline e pecore, quindi dubitiamo che nelle loro
uscite abbiamo provocato danni che comunque abbiamo sempre detto
di essere disposti a rimborsare essendo assicurati.
Nessuno ha mai accusato i nostri cani di alcun danno, tuttavia
alla media di uno all'anno circa sono scomparsi senza lasciare
traccia di sé.
Abbiamo sempre sporto regolare denuncia ai carabinieri, messo
avvisi e percorso chilometri nella speranza di trovarli senza
risultato.
Nel marzo 1998 la strage e' diventata piu' esplicita e mirata:
hanno gettato dentro la proprieta' bocconi avvelenati (che
abbiamo rinvenuto, salsicce alla stricnina) che hanno ucciso
i nostri due cani, Vecio e Ada, un meticcio derivato collie
e una pastore maremmano di 8 mesi:
denuncia ai carabinieri, constatazione del veterinario ASL,
nostro trasporto dei cani morti all'Istituto Zooprofilattico
di Viterbo per l'autopsia e qui e' finito tutto, non abbiamo
avuto piu' alcun segno da alcuno.
Il 4 febbraio 2001 si e' ripetuto l'evento:
Oscar, bovaro delle fiandre di 4 anni, cane mansueto e festoso
che avevamo da due anni e non si era mai mosso dal cancello di
casa, e' stato ucciso con il veleno dentro la proprieta'.
I cani sono scomparsi e morti quasi prevalentemente dopo la
chiusura della caccia:
- Fischio, scomparso gen 91
- Pedalino e Foxy, scomparsi feb 92
- Scuro, scomparso feb 92
- Chiara, scomparsa feb 93
- Buccia, scomparso gen 95
- Botero, scomparso mar 96
- Bingo, scomparso giugno 97
- Vecio e Ada, avvelenati mar 98
- Oscar, avvelenato feb 2001
Oggi sappiamo che, se non lasceremo questa casa che abbiamo
scelto proprio per vivere con gli animali, non potremo piu'
godere dell'affetto di un cane e a questo punto temiamo che
la persecuzione sia mirata nei nostri confronti (altri cani
della zona non sono stati uccisi quando i nostri sono stati
avvelenati) temiamo anche per la vita dei nostri cavalli.
Che altro dire?
Abbiamo sensibilizzato a suo tempo XXXX (nome associazione),
Leghe varie di protezione animali, Guardia Forestale con
nessun risultato.
Grazie
Silvia Guglielmi
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